ho sentito brunello suonare il violoncello sulla cima di montagne della catena del grappa e poi in un deserto tunisino .. non è la stessa cosa che dentro una sala di teatro -
una esperienza mistica una sensazione che mi ha paralizzato all’ascolto – un richiamo da lprofondo con una forza vera e universale di bellezza .. positivo e negativo, aulico, ventoso, barocco e astratto .. bach!
è una dimensione – quella di porsi davanti

all’infinito della natura – che l’arte visiva raggiunge con la land art .. quando è trasformazione dei colori della natura e può dare la dimensione dell’infinito davanti all’infinito stesso.. bel co
nfronto.. bel punto di vista, bel test .. da molto mi ronza questa idea.. del confronto con questa bellezza come ne esce l’opera? deve poterne uscire … deve poter resistere al confronto.. o
meglio entrare nell’essere dell’infinito, con la stessa lunghezza d’onda al di la’ degli ordini di grandezza, deve vibrare con quella armonia … se no rivela una insufficienza .
Questo è un bel confronto … un bel test davvero.
Mi accorgo ora come questo unico pensiero soprattutto valga e possa condurmi: come livello di confronto e di prova davvero supremo e certo e reale e interessante e non ce ne può essere altro – altri sarebbero minori punti di arrivo, sarebbero riduttivi, sarebbero auto-censure.
Aprile 27, 2009 alle 11:35 pm |
Ah, la questione Bach! Te lo dicevo … una sera d’estate … ricordi? Fantasia, libertà e stravaganza. Indipendenza di linee melodiche che si sovrappongono e si rincorrono imitandosi. Sorprendere, stupire e meravigliare seguendo scrupolose regole classiche per creare un’architettura perfetta. Splendida contraddizione!
E tu non mi credevi … ma adesso …