E’ la terza volta che sono ferma al passaggio a livello – quello prima di casa mia
(mi sono sempre piaciuti i treni, anche abitare vicino ai binari e così è)
la terza volta da quando – tornando a casa dicevo a Giovanna : che dici .. passiamo ?
ma lei No mamma – stiamo … è bello aspettare..
E così abbiamo aspettato, quasi 10 minuti o anche di più … ma nella dimensione del bello di aspettare.. è allora che ho visto il ciliegio vicino la ferrovia carico di piccoli frutti verdi e poi guardando lontano tutto il resto.. respiravamo in modo diverso… sì era bello aspettare calme io e lei vicine senz’altro da fare ne’ da pensare..

Così oggi per la terza volta aspetto e penso a Giò che mi ha fatto entrare così semplicemente in una dimensione pacifica e serena con il mondo. Sorridevo grata alla luce cangiante e alle prospettive della campagna, ai piani di fronde ed alberi – superfici morbide e leggere al vento, all’aria, che la rendono migliore mentre queste auto al mio fianco la inquinano ..

…..” l ’aria non ha dimora, ne’ vicini
non orecchie, ne’ porta,
non timore d’estranei -Aria felice! ospite eterea d’esule guanciale –
essenziale albergatrice nella varia lamentosa locanda della vita,
più tardi della luce mi raggiunge
la tua coscienza – finchè parte, persuadendo la mia
Emily Dickinson n. 1060)