da Subap Gupta ai Tolentini Venezia

la capannadio affamato

Con la nonna Carla che non se ne è voluta andare , ma restare fino ala fine a questa conferenza incontro con l’artista inviatato dal Grassi peril ciclo “in attesa di PUnta della dogana”il 21 maggio a venezia

un artista contemporaneo di grande successo, una star in India e non solo – visto che ha una commissione per Chanel..

Il suo successo è iniziato con un curatore incontrato ad una mostra in Cina ( o Giappone) che lo ha traghettato nella mondo alto dell’arte.. (la fortuna gioca sempre con noi)

Una grande energia creativa, una ricerca ed un rinnovamento interno delle immagini che si evolvono una dall’altra con coerenza e sviluppo non pacatamente lineare , ma con salti di intuizione e di visione. Una aderenza alla sua cultura antica : dal ramo materno e della nonna, della campagna dove è cresciuto tra donne, delle vacche sacre e del cibo, nata dall’accettazione della parte più emblematica della sua cultura antica e sapienza contadina; un emblema per tutti: lo sterco impastato di vacca con il quale si fanno le case e ci si riscalda e si fanno i pavimenti impastandolo con la creta.. prime  opere: una costruzione a capanna, un pavimento con dentro oggetti raccolti come dono dai contadini (con un pellegrinaggio che assomiglia a qualcosa che mi è familiare..), un autoritratto colorato dallo sterco..

poi molto acciaio. dalla Biennale di Venezia in poi .. assemblamenti di stoviglie a montagne, rigurgitanti dalle porte di stucco o poste in bell’ordine su un tavolo infinito, o a formare conglomerati che poi diventano essi stessi forme nuove di altri simboli: il teschio ad esempio posto con effette sublime in una chiesa antica di Francia e benissimo illuminato- meno efficace forse , ma di grande impatto sul Canal Grande davanti a Ca’ Pesaro nel 1999 (mi pare)

poi vespe e oggetti rifatti in acciaio a misura 1:1

Naturalmente gioca il fattore lontananza e la freschezza nasce dall’immaginario che si proietta a noi da ciò che ci piace non sapere dell’India - e che ci piace vedere appunto in modo favolistico.. ci risuona senza crepe nella campana così da lontano.. il volto di angela vettese era molto convinto ed è stata lei tra le organizzatrici dell’incontro con Gupta.

Mi è piaciuto molto il suo ultimissimo (primo?) video – molto lavoro di ricerca di brevi sequenze a tema pacco.. su una doppia immagine

una coerenza e una solidità che gli ammiro – frutto di una grande concentrazione e scelta. Ci piace vedere negli altri questo anche perchè indossato in un bel corpo giovane e serio. In noi c’è più liquidità, più dubbio… Credo che il legame alla terra sia il più vero, il primario, il più solido ed ispiratore. E’ il legame alla dea madre.

Lui si è fatto accompagnare da una amico filosofo-musicista assai poco dialettico che ha detto solo cose elogiative. <Certo non è sprovveduto l’uomo

2 Risposte a “da Subap Gupta ai Tolentini Venezia”

  1. Mamduh Dice:

    Very nice work and very nice website.

  2. paolavolpato Dice:

    THANKS
    ARE YOU AN ARTIST?
    WHERW ARE YOU FROM?
    PAOLA

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