campagne

Maggio 14, 2008

sono andata a visitare il retro di casa mia dove per ore potevo passeggiare nelle camapagne scavalcando fossi  gialli di iris acquatici, seguendo canali d’acqua curvi facendomi strada tra alti fiori selvatici e graminacee spontanee con rondini che nel pulviscolo dei pioppi in fiore mi volavano vicino in picchiata per allontanarmi da quel regno di pochi rumori umani -   volevano restare incontrastate sovrane dei loro territori con i loro nidi pieni di teneri implumi.. ma oggi – torno dalla raccolta di erbe selvatiche – vedo che  (come annunciato) la terra è stata tagliata e i campi interrotti da una gettata di cemento che impedisce il cammino – non si arriva più al canalone d’acqua e mille ostacoli si frappongono all’attraversamento, anzi tra un po’ ciò non si potrà più andare oltre al muro di strade piene di rumori e velocità… si lecca la ferita la terra ridotta ad un fazzoletto . un habitat ridotto , una nuova taglia – un nuovo taglio alla campagna aperta , ai filari di vite, ai campi di grano e mais agli orti nel mezzo , all’occhio che si allungava ad altri campi e vedeva geometrie cangianti con le stagioni e colori straordinari ed armoniosi. Basta tutto perduto. Conosco chi ne potrà morire . La padrona di quella terra ha vissuto questo come un vero atto di violenza – lei la sua vita, la sua storia violentata . i suoi campi tagliati a metà – il suo scopo di vita, la sua stessa identità brutalmente negata e stuprata. E’ foRse per un buo fine ?

basta strade e case e svincoli e rotonde… viabilità di m.. che non segue le logiche di trasporti via ferro e veloci mezzi pubblici ma si sviluppa sconsideratamente come una medusa spaventosa e insensata

paola


Maggio 14, 2008