Alcune conversazioni :
difronte alle lastre colorate appese a comporre un grande unico quadro, ma interrotto, ma aperto, ma ricombinabile… a formare un pannello alto 4 metri – colori caldi : arancio in prevalenza e attraversamenti di linee blu e improvvisi piani verdi e superfici multimateriche e colorate
un effetto molto pittorico con un materiale molto cangiante con la luce e il riflesso del punto di vista (mi fa notare Angelo dei segni scuri invisibili se non da una posizione poco illuminata) . Il vetro è movimento e cangiante come la vita – mi dice Angelo e per questo credo, il vetro - con la sua trasparenza e sensibilità alla luce – lo attrae come materia affine, veritiera , ma sfuggente e indomabile.. Parti da un punto , da un disegno e non sai dove arrivi? come domi la superficie? in realtà è la sorpresa che ci affascina nella reciproca reazione a catena con il materiale… una reazione che a volte non funziona – o non abbastanza..
Penso tra me che il risultato della carta – i disegni bellissimi su piccole carte che stanno alle pareti - sono più complessi e in un certo senso mostrano una maggiore varianza e stratificazione- il vetro non è domato ancora alla forza immaginativa che si muove su sfumature sottilissime del pensiero e lo dico mentre capisco che è come se parlassi alle mie superfici …
- ma mi sente Seguso, l’artista vetraio:
S. “… tu non capisci che qui c’è un lavoro tutto dedicato alla materia.. tu ragioni in termini estetici, io vado più in profondità e vedo la passione per la materia vetro, il puro amore per lui ed è questo più importante..”
io dico che il risultato è importante e che è questo che sonta
S. “.. il bello è una categoria facile ma la tecnica pochi la dominano e la padronanza di essa e l’amore del vetro qui c’è tutto e questo è ciò che conta
Non sono d’accordo mi difendo contro un uomo che mette tutto il peso della sua superiorità contro di me
S.”Il concetto di bello è universale e tutti lo comprendono” incalza.
ma io non sono convinta affatto: La materia è belle nell’espressione del suo caos puro se vogliamo, ma il punto in cui sta questa purezza o la purezza della bellezza è un obiettivo .. e non è vero che il bello appartiene a tutti .. ci sarebbe da dire molto su questa afferm azione.. la storia della cultura di una persona modifica la percezione del bello e ogni bello è legato allo sviluppo della percezione …
S. mi guarda sempre più aggressivo mentre dice che non siamo così diversi in ciò che diciamo, ma davvero taccio e ci penso ancora… forse il solo amore basta? non è invece il mezzo che ci conduce per strade oscure alla ricerca di un qualcosa che si va facendo tra dominatori / tra materie celebrali e fisiche, capacità e tecniche e materiali e invenzioni per arrivare all’inarrivabile bellezza, cui è felicità avvicinarsi sempre un po’ di più? e che si sposta sempre di lato e che sospinge oltre la soglia e che ci fa superare confini mentali e materiali?
- Altro dialogo (con D., artista)
c’è talmente tanta confusione che forse ora servirebbe un po’ di ordine nell’arte…
poi ancora : sta coltivando l’orto … e non è mai finita … ma sto pensando anche a me che davvero mi perdo nel giardino e pianto e semino e tolgo erbacce e aggiungo piantine e fiori e aromatiche..
perchè non fare di questo l’opera d’arte? perchè non potrebbe essere questa una vera opera? sogno già di creare un gruppo di artisti orticoltori con i fiori nell’orto – quale miglior arte che il dialogo diretto con la natura e i suoi segreti – che ci faccia produrre tegoline e pomodorini profumati di maggiorana… o comporre tavolozze di fiori e carciofi - piselli e ravanelli con la fioritura della calendula e dell’issopo? stesure di grigio perla e hciazze di verdi con gialli vicino al perlaceo riflesso della artemisia…
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Altro dialogo (con Gea e Luciana C.)… lavoro molto nel mio recinto isolato e dorato, ma a volte mi sento sola.. detesto stare sola.. siamo tutti soli non lo sai? immersi in un mare di solitudine… (perchè non me ne voglio fare una ragione?)
Angelo è davvero stato bravo e mi racconta che ha un forno proprio nel suo studio ed è lì che lavora il vetro – mi invita ad andarlo a trovare
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